Beni confiscati a Vincenzo Zangrillo, Richiesta di rettifica

Beni confiscati a Vincenzo Zangrillo, Richiesta di rettifica

Il 29 maggio scorso la Direzione Investigativa Antimafia diffondeva un comunicato stampa nel quale dava notizia, con provvedimento della Corte d’Appello di Roma, della confisca di beni per oltre 22 milioni di euro a Vincenzo Zangrillo, imprenditore vicino al clan dei casalesi. Il comunicato integrale della D.I.A. è disponibile anche di seguito mentre il nostro articolo si può leggere qui.

La nota dei legali di Vincenzo Zangrillo

In data odierna, 21 luglio 2020 alle ore 16.08, l’avvocato Raffaella Flore, legale di Vincenzo Zangrillo, ha inviato una richiesta di rettifica datata al 16 luglio 2020 al suddetto articolo “in cui viene riportato l’esito giudiziario che ha determinato la confisca del patrimonio di Vincenzo Zangrillo; si riporta tra le altre cose, la nota che l’onorevole Raffaele Trano ha divulgato lo stesso giorno sul suo sito internet e profili social ufficiali. Nel suddetto comunicato il deputato associa Vincenzo Zangrillo alla camorra, attribuendogli addirittura un ruolo apicale – il gotha della mafia campana – e allude al fatto che i beni confiscati con decreto di Corte di Appello siano beni mafiosi”.

L’avvocato afferma che “queste dichiarazioni sono lesive della reputazione e destituite di fondamento, e per questo motivo Vincenzo Zangrillo, difeso dalla scrivente, ha sporto denuncia querela per diffamazione contro l’onorevole Trano. Invero, i Giudici delle Misure di Prevenzione capitolini hanno confermato la confisca dei beni a Vincenzo Zangrillo perché si sostiene abbiano provenienza illecita per delitti contro il patrimonio giammai per appartenenza ad un’associazione di stampo mafioso. Peraltro il decreto è stato impugnato e si è in attesa di fissazione di udienza in Cassazione”.

La nota dell’avvocato prosegue affermando che “giova ribadire che seppur vi sia un interesse pubblico a divulgare le dichiarazioni di un parlamentare, anche se diffamatorie, vi è comunque da parte del giornalista un obbligo di veridicità ed un dovere di continenza; del resto non vi, è alcun pubblico interesse a diffondere una notizia falsa. Ed in questo caso, non solo viene riportato il comunicato offensivo del deputato, ma si rafforza il contenuto dello stesso attraverso il titolo dell’articolo: “confiscati beni per oltre 22 milioni di euro a Vincenzo Zangrillo, ritenuto vicino al clan dei casalesi”. Doverosa appare, allora, una rettifica con precipua specificazione che l’onorevole Raffaele Trano per questo comunicato è stato denunciato da Vincenzo Zangrillo perché ingiustamente associato alla camorra. Nel caso in cui vengano disattese queste richieste, si procederà ad adire le autorità competenti”.

Questa rettifica è pubblicata a norma dell’articolo 8 della legge 47/1948 (legge sulla stampa), in data 21/07/2020 alle ore 17.40, in obbedienza alle norme di legge e deontologiche. In verità, contattata la segreteria dell’onorevole Raffaele Trano, ci è stato comunicato che al momento non risulta pervenuta alcuna denuncia.

don Maurizio Di Rienzo, direttore
direzione@radiocivitainblu.it

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