A Gaeta test sierologici gratuiti

Inizieranno sabato 23 maggio i test sierologici gratuiti destinati alle persone che hanno le seguenti caratteristiche ed un ISEE fino a 3mila €: donne in gravidanza; gli over 65 affetti da ipertesione; immunodepressi; diabetici; pazienti cardiopatici. Si parte con 200 test gratuiti e, qualora ci sarà disponibilità, si andranno ad ampliare le fasce di reddito che potranno farne richiesta.

“Ancora un’iniziativa – commenta il Sindaco Cosmo Mitrano – che, in questa circostanza, realizziamo grazie alla disponibilità del centro Gamed e che è finalizzata alla prevenzione. Attraverso i test sierologici, riusciremo ad avere un quadro più chiaro sullo stato della diffusione del virus nel nostro territorio. Un’importante azione destinata soprattutto alle fasce sociali più vulnerabili e deboli della nostra città. I test sierologici, infatti, sono delle analisi del sangue, che si svolgono tramite un semplice prelievo. Test che servono a capire se la persona è entrata in contatto, in precedenza, col nuovo Coronavirus e ha avuto l’infezione anche in maniera silente.
In particolare, si stabilirà se e quando la persona ha sviluppato gli anticorpi specifici per il Sars-CoV-2. Alla luce di questi dati importantissimi, inoltre, avremo uno strumento in più per pianificare nei dettagli anche la ripartenza”.

“Il Comune – spiega l’Assessore alla Sanità Teodolinda Morini –  grazie al centro Gamed che ha messo a disposizione 200 test sierologici gratuiti, si è attivato per raccogliere le richieste dei residenti che hanno le caratteristiche indicate per consentire l’esame gratuito finalizzato ad accertare la presenza del virus Covid-19. Un  test che rientra nelle indicazioni indicate dal Ministero della Salute sull’affidabilità ed è solo indicativo di un possibile contagio. Se dagli esiti si risulta positivi alle IgM e quindi potenzialmente affetti dal Covid-19, ci si dovrà rivolgere al proprio medico di medicina generale per effettuare ulteriori accertamenti”.

“Per richiedere l’esame gratuito – spiega Gianna Conte Presidente Commissione Sanità – qualora si rientra nei parametri indicati, si può inviare una mail al seguente indirizzo: testsierologici@comune.gaeta.lt.it specificando nome, cognome, luogo e data di nascita, recapito telefonico. L’esecuzione di questi test, rappresenta un primo screening epidemiologico finalizzato ad individuare una potenzialità di contagio, monitorando la ricerca dell’asintomatico e garantendo così una maggiore sicurezza alla comunità”.

Violenze su minori, denunciata una maestra di Gaeta

I carabinieri della tenenza di Gaeta, a conclusione di specifica attività investigativa, hanno  deferito alla Procura della Repubblica di Cassino un’insegnate di un istituto scolastico di Gaeta, per il reato di “abuso dei mezzi di correzione e disciplina”.    

Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Cassino, la dottoressa Maria Carmen Fusco, sono inziate a seguito di diverse segnalazioni che hanno permesso di rilevare come l’insegnante, con piu’ azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, negli anni scolastici 2018 e 2019,  abusava di mezzi di correzione e di disciplina nei confronti di otto minori.

La ricostruzione degli eventi avvenuta anche attraverso l’ascolto dei minori, ha accertato come l’educatrice, con atti di violenza fisica e morale, procurava il pericolo di una malattia nel corpo e nella mente delle piccole vittime.

Caritas di Gaeta: "No alla riapertura dell’azzardo"

Dalla Caritas diocesana di Gaeta arriva un lungo appello per dire no alla riapertura del gioco d’azzardo.

“In questi giorni sappiamo che il governo sta definendo il piano di riapertura delle attività bloccate a seguito dell’emergenza della pandemia provocata dal Covid-19 e da indiscrezioni sembra che i primi a ripartire saranno le imprese impegnate nel commercio all’ingrosso, nelle costruzioni e nel settore delle manifatturiere; mentre ancora in bilico la situazione per bar, ristoranti e cinema che potrebbero riprendere l’attività successivamente.

Per quanto riguarda il settore del gioco, a quanto appreso da Agimeg, ci potrebbe essere prima il via libera per Lotto e SuperEnalotto a inizio maggio nelle tabaccherie; a seguire le sale scommesse che potrebbero seguire l’iter previsto per i bar e quindi essere riaperte a metà maggio.

Secondo altri fonti, forte è la pressione delle multinazionali dell’azzardo per la riapertura immediate delle loro attività tra slot machine e “biglietti mangiasoldi”, perché questa “non industria” del profitto deve al più presto recuperare i mancati introiti del periodo di chiusura. A loro non interessa la comunità nazionale che esce travagliata socialmente, spiritualmente ed economicamente da questa lunga emergenza, ma esclusivamente il proprio tornaconto finanziario anche se a danno dei più poveri. Si, perché saranno loro per primi a gettarsi nelle grinfie della fortuna nella speranza di ottenere un sollievo che purtroppo è e rimarrà una pura illusione.

Infatti, l’Italia è un Paese in overdose da gioco, capace nell’ultimo ventennio di incrementare il numero delle giocate del 750%, arrivando a sfiorare i 107 miliardi di euro nel 2018, equivalente al 6% del PIL nazionale con il 10% della spesa delle famiglie italiane.

Dietro a questo caleidoscopio di slot machine, “gratta e vinci” e lotterie si nasconde l’inferno delle dipendenze patologiche, la rovina di intere famiglie, la perdita della dignità e del lavoro di chi ne è vittima.

Vogliamo uno Stato capace di valutare con attenzione il bene dei cittadini. Capace di prendere atto delle conseguenze causate dalla scellerata liberalizzazione del settore, con la giustificazione di limitare il gioco illegale. È ormai risaputo che il vero interesse è la possibilità di incassare ingenti introiti fiscali per l’Erario, visto che il gioco illegale non è diminuito.

Non vogliamo uno Stato biscazziere, che pur di raccogliere circa 10,4 miliardi di tasse derivanti dalle scommesse, non si accorge che ci sono 2,5 milioni di persone a rischio dipendenza, 1,5 milioni di giocatori patologici, di cui 700.000 minorenni e una spesa sanitaria di 5-6 miliardi l’anno per la cura dalla patologia da gioco d’azzardo.

Non vogliamo uno Stato che, dopo la crisi più grave dal dopoguerra, purtroppo tuttora in essere, muova i primi passi della ripartenza proprio dall’azzardo, prima ancora di far ripartire le attività produttive essenziali, quelle che fanno crescere davvero il paese, la manifattura, i teatri, le biblioteche, i negozi, le scuole. Questo è il tempo di contenere e limitare fortemente la piaga dell’azzardo che, l’unica cosa che produce è illusioni, indebitamento, usura, disgregazione sociale, depressione e disperazione. Non c’è nessuna ragionevole giustificazione alla follia di investire miliardi in redditi di cittadinanza o di emergenza e poi lasciare che i poveri diventino ancora più indigenti a causa di una dipendenza patologica che, mentre lo Stato favorisce, è lo stesso Servizio Sanitario Nazionale a riconoscere come una malattia.

Come Caritas Diocesana di Gaeta ci uniamo al coro numeroso delle altre voci sagge e sane del nostro Paese per chiedere, con insistenza, al Governo e a tutte le forze politiche del Parlamento di compiere un atto di coraggio e un gesto di umanità nel rinunciare agli introiti erariali dell’azzardo, di opporsi fermamente alle richieste pressanti delle lobby della “non industria” dei cosiddetti giochi. Forse, in questa forzata astenia dal gioco, molti dipendenti patologici possono trovare la forza e la volontà di voltare pagina e riprendere la pienezza di vita come tutte le persone sane; non li ributtiamo nel baratro della dipendenza.”

A Gaeta il comitato Sant'Agostino dona 600 mascherine

La macchina della solidarietà non si ferma nel Golfo di Gaeta. Le associazioni del territorio si muovono per far fronte comune alle richieste di aiuto da parte della popolazione.

A scendere in campo anche il Comitato Sant’Agostino di Gaeta, guidato dal Presidente Luigi Salemme, che ha donato 600 mascherine a realtà sociali che ne erano sprovviste. “Un piccolo gesto, ma molto significativo per il nostro territorio. Abbiamo voluto dare il nostro contributo per agevolare la quotidianità a coloro che sono più esposti al rischio contagio, dagli ospiti di case di riposo agli operatori ecologici e tanti altri”, spiega Salemme. “I nostri volontari sono pronti a rispondere ai bisogni di coloro che non dispongono di quei dispositivi di sicurezza necessari per proteggere sé stessi e gli altri dal rischio contagio.
A sostenere l’iniziativa Luigi Coscione, consigliere comunale di maggioranza al Comune di Gaeta e Presidente della Commissione Bilancio della Provincia di Latina. “Esprimo profonda solidarietà ai medici e al personale sanitario, impegnati in queste ore nella salvaguardia della vita umana e nel rispetto delle misure di sicurezza per tutta la popolazione”, dichiara Coscione.

Per essere aggiornati sulle iniziative del Comitato Sant’Agostino è possibile seguire l’omonima pagina Facebook.