Il disaccordo dei Vescovi sul DPCM, la posizione della CEI

“Sono allo studio del Governo nuove misure per consentire il più ampio esercizio della libertà di culto”. Le parole del ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nell’intervista rilasciata lo scorso giovedì 23 aprile ad Avvenire arrivavano dopo un’interlocuzione continua e disponibile tra la Segreteria Generale della CEI, il Ministero e la stessa Presidenza del Consiglio.
Un’interlocuzione nella quale la Chiesa ha accettato, con sofferenza e senso di responsabilità, le limitazioni governative assunte per far fronte all’emergenza sanitaria. Un’interlocuzione nel corso della quale più volte si è sottolineato in maniera esplicita che – nel momento in cui vengano ridotte le limitazioni assunte per far fronte alla pandemia – la Chiesa esige di poter riprendere la sua azione pastorale.
Ora, dopo queste settimane di negoziato che hanno visto la CEI presentare Orientamenti e Protocolli con cui affrontare una fase transitoria nel pieno rispetto di tutte le norme sanitarie, il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri varato questa sera esclude arbitrariamente la possibilità di celebrare la Messa con il popolo.
Alla Presidenza del Consiglio e al Comitato tecnico-scientifico si richiama il dovere di distinguere tra la loro responsabilità – dare indicazioni precise di carattere sanitario – e quella della Chiesa, chiamata a organizzare la vita della comunità cristiana, nel rispetto delle misure disposte, ma nella pienezza della propria autonomia.
I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale.

Roma, 26 aprile 2020

Ufficio Nazionale per le Comunicazioni sociali
CEI

L'Università di Cassino al tempo del Coronavirus, Intervista al rettore Giovanni Betta

170 lauree al tempo del Covid-19, oltre 400 corsi erogati in modalità telematica, migliaia di studenti che ‘frequentano’, tra l’altro con una percentuale maggiore che in presenza fisica. Sono alcuni dei numeri raccolti da Radio Civita InBlu nell’intervista a Giovanni Betta, Rettore dell’Università di Cassino, sulle attività universitarie al tempo del Covid-19.

Lo scorso anno, Radio Civita InBlu è stata presente all‘inaugurazione dell’anno accademico, alla presenza del presidente Sergio Mattarella al suo discorso in università presso l’Aula Magna del Palazzo degli Studi del Campus Folcara.

Solera Italia vuole licenziare 7 dipendenti: l'appello dei sindaci di Minturno e Castelforte

+++ Aggiornamento del 22 aprile: il sindaco di Castelforte scrive al presidente della Provincia di Latina +++

Questa mattina, mercoledì 22 aprile, il sindaco di Castelforte Giancarlo Cardillo ha partecipato ad una call con i dipendenti della Solera Italia, alla presenza del sottosegretario del Mise Gian Paolo Manzella, e ha inviato la seguente lettera al presidente della provincia di Latina Carlo Medici.

Caro Presidente,
in questi giorni un gruppo di dipendenti della Solera Italia, multinazionale tra le maggiori società specializzate nell’evoluzione digitale del settore assicurativo, stanno vivendo, oltre al dramma dell’emergenza covid19, l’attacco di un virus altrettanto micidiale determinato da una procedura di licenziamento collettivo avviata dall’azienda solo qualche giorno prima che il Governo nazionale varasse le misure di contenimento dell’epidemia.

La Solera Italia, qualche anno fa, nel 2014, aveva rilevato l’Autosoft e la sua controllata Kromeda, una delle eccellenze del territorio capace, grazie al suo titolare e ad un pool di dipendenti altamente qualificati di conquistare gran parte del mercato italiano del settore.
Dalle notizie in mio possesso, la Solera Italia non ha sofferenze economiche, anzi, i suoi bilanci risultano attivi e in piena situazione positiva, tanto da aver conseguito un 10% di guadagno in più rispetto all’anno precedente.

Ebbene, nonostante ciò, come innanzi detto, ha avviato una procedura ai sensi della Legge n. 223/1991 tendente ad operare una ristrutturazione aziendale in Italia che, in parte, riguarda anche la prestigiosa sede di Minturno, dalla quale tutto era partito negli anni scorsi, e dove, tutt’ora risiede il nucleo fondamentale dell’azienda per la gestione del suo business.

Questa mattina, con altri amici, ho partecipato ad una call insieme ai dipendenti alla quale, tra gli altri, ha preso parte anche il sottosegretario al MISE on.le Gian Paolo Manzella. Ci sono stati spiegati i termini della questione e fatta una sintesi degli incontri già avvenuti presso il Ministero del Lavoro che si è chiaramente dichiarato contrario ad ogni licenziamento di personale, soprattutto, in questo particolare momento nel quale le persone che, come noi tutti, stanno vivendo le conseguenze della pandemia, verrebbero a trovarsi in una situazione drammatica per loro e le loro famiglie a causa della perdita del lavoro e della impossibilità di poterne cercare un altro.

Sono qui a chiedere, un Suo urgente intervento, in qualità di Presidente della Provincia sia presso la Solera Italia (soleraitalia@legalmail.it) sia presso il Ministero del Lavoro rappresentato nella trattativa dalla dott.ssa Debora Postiglione (dpostiglione@lavoro.gov.it) dove, domani mattina, alle 11 è in programma un incontro decisivo per l’esito di questa importante trattativa.

Non credo che questo territorio, questa Provincia e questi lavoratori (che hanno permesso all’azienda originaria di imporsi sul mercato e oggi alla Solera Italia di consolidare le posizioni raggiungendo nuovi obiettivi) meritino il trattamento che stanno ricevendo. Si tratta di una situazione che necessita del sostegno dell’intera provincia di Latina chiamata a far sentire la propria presenza con la sua massima rappresentanza istituzionale.

Occorre intervenire con fermezza e decisione per la salvaguardia dei posti di lavoro sia, ripeto presso l’Azienda chiedendo formalmente un atto di responsabilità, sia presso il Ministero del Lavoro affinché faccia percepire ai vertici societari che, mai come in questo momento, occorre essere saggi e responsabili per evitare ulteriori, credo, possibili, gravi conseguenze per il territorio e per i dipendenti e le loro famiglie.

Giancarlo Cardillo

I dettagli della vicenda

Sette licenziamenti nella sede di Solera Italia a Marina di Minturno, la multinazionale che diversi anni fa ha rilevato la storica Autosoft. Un appello per scongiurare l’applicazione della legge 223 del 1991 che Solera Italia intende applicare per operare una ‘ristrutturazione aziendale’ nella sede di Minturno dove attualmente lavorano venti persone.

La notizia è stata diffusa dai dipendenti e dalle organizzazioni sindacali ed è stata rilanciata dal sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli e dal sindaco di Castelforte Giancarlo Cardillo, con due lettere inviate alla Solera Italia Srl, nella sede legale di Milano.

Tra le considerazioni del sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli (nella lettera che si può leggere interamente qui), c’è il fatto che “non è opportuno procedere a nessun licenziamento considerata sia l’enorme difficoltà di una ricollocazione occupazionale del personale” nonché la possibilità di “avvalersi degli ammortizzatori sociali disponibili ed offerti dallo Stato per questa emergenza covid19”. Da parte loro, le organizzazioni sindacali si sono dette “favorevoli ad accettare esodi volontari dei lavoratori interessati” e tutta la delegazione trattante, rappresentanti sindacali aziendali e segreterie FIM-CISL Latina e FIOM-CGIL Foggia “accetterebbero senza nessun problema la proposta del Ministero del Lavoro, cioè quella di richiedere la cassa integrazione”.

Il sindaco Stefanelli ha rimarcato che il Comune ha tutto l’interesse ad avere la presenza di Solera Italia nonché salvaguardare i livelli occupazionali in quanto “non risulta che Solera Italia sia in una situazione di crisi economica o soffra per perdite di alcun genere”, avendo anzi rilevato la storica Autosoft Srl, orgoglio per il territorio di Minturno e del basso Lazio, azienda che si è affermata nel settore dell’automotive a livello nazionale tanto da aver attratto l’attenzione del gruppo Solera.

Le parole di Stefanelli, raccolte da Temporeale.info

Da parte sua, il sindaco di Castelforte Giancarlo Cardillo, nonché consigliere della provincia di Latina, ha espresso il “profondo rammarico per la procedura di licenziamento” che la società ha avviato nelle scorse settimane e che “getta nel dramma le famiglie dei dipendenti coinvolti”. La lettera integrale è disponibile qui.

Il sindaco Cardillo chiede “un atto di responsabilità” per accogliere la proposta e la disponibilità del Ministero del Lavoro che, da quanto riferiscono le fonti sindacali, “ha chiesto di evitare ogni licenziamento e di chiedere la cassa integrazione e attivare gli ammortizzatori sociali previsti dalle misure adottate in quest’ultimo periodo dal Governo italiano”.

Inoltre, sottolinea che “Solera Italia oggi e l’Autosoft ieri sono un’eccellenza del territorio” anche in virtù “dello spirito di sacrificio e delle competenze che i dipendenti, altamente qualificati, hanno saputo mettere in campo affinché la società raggiungesse e continuasse a ottenere ottime performance”.

La lettera si chiude con un riferimento all’incontro che avverrà giovedì 23 aprile tra sindacati, azienda e rappresentanze sindacali con l’auspicio di “salvaguardare i livelli occupazionali attuali e, magari, puntare ad un rilancio strategico del sito del Minturno che non merita di subire riduzioni di personale”.

Coronavirus, Aperti 85 uffici postali su 87 nella provincia di Latina

A partire da lunedì 20 aprile tornano pienamente operativi altri 10 Uffici Postali della provincia di Latina, il cui orario di apertura al pubblico è stato temporaneamente rimodulato nelle ultime settimane in ottemperanza ai provvedimenti governativi in materia di contenimento del virus e distanziamento interpersonale.

A Latina e provincia sono 85 gli uffici postali momentaneamente operativi, su un totale di 87 presenti su tutto il territorio, che osservano orario 08.25 – 13.35. Poste Italiane, inoltre, ricorda anche la possibilità di prelevare denaro contante dai 70 ATM Postamat disponibili sul territorio pontino.

Poste Italiane, anche nell’attuale fase di emergenza, ha continuato a garantire a tutti i cittadini i propri servizi mettendo in atto un ampio sforzo organizzativo e logistico, reso possibile anche grazie alla preziosa collaborazione delle Istituzioni Locali.

La riapertura degli Uffici Postali della provincia di Latina è stata possibile anche grazie all’adozione di idonee misure di sicurezza come, ad esempio, l’installazione di pannelli schermanti in plexiglass e il posizionamento di strisce di sicurezza che garantiscano il mantenimento della distanza interpersonale di almeno un metro, nonché di accurate procedure di sanificazione delle sedi realizzate a tutela della salute di dipendenti e cittadini.

Poste Italiane invita i cittadini ad entrare negli uffici postali esclusivamente per compiere operazioni essenziali e indifferibili e ove possibile, dotati di misure di protezione personale come guanti e mascherina mantenendo obbligatoriamente le distanze di sicurezza, all’esterno e all’interno dei locali.

Ulteriori informazioni sulle aperture e sulle disponibilità orarie degli Uffici Postali sono reperibili sul sito internet www.poste.it.