Il senso del lavoro oggi in piena crisi, la voce di Vito Saracino

Una foto del concertone del primo maggio del 2006

Nel corso della trasmissione “Zona Blu” in onda venerdì 1 maggio, sulle nostre frequenze radiofoniche, è stata raccolta l’intervista allo storico Vito Saracino della Fondazione Gramsci Puglia.

Tanti gli argomenti trattati nel corso della chiacchierata con il giovane ricercatore sul tema del lavoro, sul senso del 1 maggio in piena pandemia, sul cambio delle abitudini e anche delle tradizioni, considerando che quest’anno dopo trent’anni, è venuta meno la tradizione del concertone in piazza San Giovanni.

Saracino ci ha dato la sua visione sulla vicenda, parlando anche di come il lavoro, che oggi molti non hanno, in realtà sta iniziando ad assumere altre modalità ed altre forme, insomma sta cambiando. Basti pensare all’esempio, mai concreto come in questo periodo, dello smart working. Il lavoro agile e da casa, infatti, sta cambiando per molti anche l’approccio alla cultura lavorativa, poiché spesso come ci ha fatto riflettere Vito Saracino: Ci ritroviamo a mangiare e a lavorare sullo stesso tavolo”.

Dall’ospedale di Torino in mondovisione, la voce della dott.ssa Ambrosanio

Foto della cappella Santa Maria della Speranza dal sito aslcittàditorino.it

Nel corso della trasmissione “Zona Blu” in onda tutti i venerdì dalle 10.45 sulle nostre frequenze radiofoniche, è stata raccolta l’intervista alla dottoressa Renza Ambrosanio, originaria di Fondi ma attualmente in forze al reparto di medicina d’urgenza dell’ospedale Martini di Torino.

Curiosità del caso, la dottoressa Ambrosanio è anche specializzata in pneumologia e in questo periodo, malgrado l’ospedale Martini non sia un polo centrale Covid, di pazienti affetti dal nuovo coronavirus ne ha visti diversi.

Tra le varie cose di cui ci ha parlato nel corso della lunga intervista che potete riascoltare tra i nostri podcast, c’è la faccenda affascinante della cappella interna dell’ospedale Martini e intitolata a Santa Maria della Speranza. Cappella finita addirittura nel video del concerto per l’Oms di Lady Gaga.

Questo perché come ci ha spiegato la dottoressa Ambrosanio, la cappella interna all’ospedale Martini, avendo una predisposizione a poter fare arrivare l’ossigeno da alcuni bocchettoni in caso di grandi emergenze, è diventata una vera e propria sala di degenza durante la fase più acuta da Covid-19.

Un bel messaggio, a dimostrazione di come non tutti i luoghi di culto siano rimasti “chiusi” in questo periodo e alcuni – come la cappella di Santa Maria della Speranza – non solo sono rimasti “aperti”, ma hanno addirittura ospitato alcuni degenti, molti dei quali oggi sono tornati a casa, guariti o negativizzati dal Covid-19.